
TRATTAMENTO DELL'ERNIA DEL DISCO LOMBARE
Trattamento
L'ernia discale lombare può essere trattata in modo conservativo, oppure in maniera chirurgica. La scelta del tipo di trattamento dipende, in generale, da due elementi: l'entità o la persistenza della sintomatologia irradiata (sciatica) acuta; la presenza di un danno funzionale della radice nervosa. Quest'ultimo elemento viene a volte evidenziato (in caso di grave danno radicolare) dalla diminuita (od assente) funzionalità del muscoli, che da tale radice sono innervati. Altrimenti di notevole aiuto è l'esame Elettro Mio Grafico, che ci informa sullo stato funzionale della radice compressa dall'ernia discale.
Mixer e Barr 1936 descrissero per primi il quadro
clinico e la Storia Naturale proprie della compressione radicolare da
parte del disco intervertebrale erniato e sottolinearono come ad un
primo periodo di tempo (di lunghezza variabile tra 3 e 6 settimane)
caratterizzato da dolore (più o meno intenso) succedesse una seconda
fase in cui la sintomatologia dolorosa si attenuava, per poi
scomparire, lasciando il posto ai sintomi del deficit neurologico
(diminuzione della forza muscolare dei muscoli innervati dalla radice
compressa).
In quegli anni non vi era un generale consenso sul rapporto causale tra
ernia discale e sciatalgia, anzi tale relazione era dai più negata. Il
trattamento chirurgico dell'ernia del disco lombare iniziò infatti,
nella seconda metà degli anni quaranta, negli Stati Uniti.
La rimozione chirurgica del frammento discale erniato risolve la
compressione ed elimina il materiale che innesca il processo
infiammatorio (che coinvolge la radice) responsabile della
sintomatologia dolorosa.
Le tecniche chirurgiche si sono ovviamente raffinate negli anni ed oggi
la così detta tecnica microscopica (proposta da Caspar) è la tecnica di
utilizzo routinario.
Si è parlato molto, nel decennio scorso, di tecniche meno invasive quali la nucleoaspirazione e la chemonucleolisi.
Queste tecniche si basano sul principio di "svuotare" il nucleo polposo
del disco intervertebrale (sia con mezzi fisici che chimici) allo scopo
di ridurne il volume e quindi, indirettamente, la compressione sulle
strutture nervose.
Dopo iniziali entusiasmi (che spesso accompagnano proposte terapeutiche
innovative), l'accumularsi dell'esperienza ha portato a ridurne
drasticamente l'utilizzo, pornendo delle indicazioni molto ristrette
(tanto ristrette, a nostro vedere, da rendere queste indicazioni di
fatto nulle). Tale asserzione è confortata da un principio generale di
valutazione sulle terapie adottate (qualsivoglia esse siano); esse
devono infatti migliorare l'evoluzione spontanea della malattia (la
storia naturale). Se così non è dimostrabile non è dato parlare di
terapia.
Analoghe valutazioni vanno, a nostro avviso, fatte per altri trattamenti definibili come "alternativi" quali la discolisi, l'ossigeno ozonoterapia o la periduroscopia.
A nostro giudizio, di fronte ad una sintomatologia acuta con diagnosi accertata (clinica e strumentale) di ernia del disco lombare, si dovrà dapprima instaurare un trattamento conservativo (riposo, farmaci antiinfiammatori, corsetto ortopedico) e solo in un secondo tempo, qualora la sintomatologia non dia segno di recessione, si potrà mettere in campo l'opzione chirurgica. Una sola eccezione va fatta a questo comportamento, ed è legata alla evidenza (clinica od ElettroMioGrafica) di un deficit grave della funzione radicolare; in questi casi una pronta azione chirurgica potrà, decomprimendo la radice, non solo risolvere la sintomatologia dolorosa ma anche consentire il ripristino della funzione nervosa alterata.
E' opportuno spiegare il ruolo e l'importanza dell'ElettroMioGrafia.
Questo
esame viene eseguito impiantando dei piccoli aghi lungo l'arto
inferiore interessato allo scopo di registrare i potenziali elettrici
inviati, lungo le radici nervose, ai muscoli per la loro contrazione.
La compressione (e lo stato infiammatorio che ne consegue) alterano le
capacità di conduzione degli stimoli elettrici lungo i funicoli
contenuti nella radice, e quindi alterano le caratteristiche elettriche
di detti impulsi. La registrazione di tali alterazioni consente una
valutazione quantitativa del danno radicolare e consente anche di
stabilire se tale danno sia recente o di vecchia data. Ne discende che,
di fronte ad un danno grave e recente, divenga impellente la necessità
di risolvere la compressione e quindi l'indicazione alla sua rimozione
chirurgica.
Molte e diverse possono essere le metodiche di trattamento chirurgico di un'ernia discale: chirurgia aperta; microchirurgia; chirurgia laser percutanea. Tali differenti metodiche vengono utilizzate per diversi tipi di ernia discale (ernia discale estrusa in canale stretto; ernia discale estrusa; protrusione discale - bulging disc).