
FRATTURE VERTEBRALI SPONTANEE DA OSTEOPOROSI
L'osteoporosi induce la riduzione della massa ossea, cioè una diminuzione del contenuto di calcio e di proteine dell'osso (Fig. 1). Ciò può condurre, per traumi minimi (od anche per movimenti usuali), a fratture dei corpi vertebrali. Tali fratture sono definite anche fratture spontanee e sono più di frequente appannaggio del sesso femminile dopo la menopausa, anche se altre condizioni patologiche particolari possono indurle più precocemente (Fig. 2).
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| Fig. 1 | Fig.2 |
Codeste fratture, causa di sintomatologia
dolorosa a volte imponente, vengono di consueto curate con metodi
incruenti (busti ortopedici), che non portano ad alcuna riduzione della
frattura, ma solamente alla sua immobilizzazione (per ridurre la
sintomatologia dolorosa) sino alla guarigione. Proprio in ragione delle caratteristiche meccaniche e metaboliche dell'osso osteoporotico, spesso codeste fratture non vanno incontro a guarigione, ma ad un progressivo crollo ulteriore (Fig. 3), cui fa da riscontro una sintomatologia dolorosa predurante ed ingravescente.
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| Fig. 3 - Fr. di L1 Evoluzione spontanea in 3 mesi |
La deformità a cuneo anteriore dei corpi vertebrali fratturati può
essere (o diventare nel tempo) a volte notevole e per tale ragione può persistere la
sintomatologia dolorosa, quand'anche non si instauri il rischio di
compressione midollare (in vero rarissima). In tali casi è stata
introdotta ormai da 6 anni presso la nostra Unità Operativa una
tecnica chirurgica "mini-invasiva" che porta istantaneamente alla
risoluzione dei sintomi ed al ripristino (pressochè completo)
dell'altezza del corpo vertebrale collassato. Questa tecnica, chiamata
CIFOPLASTICA, consiste nell'iniezione nel corpo vertebrale fratturato
di uno speciale cemento "osseo", che ridà immediatamente solidità alla
vertebra fratturata eliminando il dolore.
L'intervento, effettuato in anestesia generale, consiste
nell'introduzione all'interno del corpo vertebrale collassato di una
piccola sonda, munita di un palloncino gonfiabile alla sua estremità (Fig. 4, 5), che
permette di "rialzare" il corpo vertebrale fratturato. Una volta
ottenuta la riduzione il palloncino viene rimosso e nello spazio libero
così creato viene iniettata della resina acrilica, che si polimerizza
indurendosi in pochi minuti (Fig. 6).
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| Fig. 4 |
Fig. 5 |
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| Fig. 6 |
Ciò aumenta notevolmente la resistenza del corpo vertebrale al carico, eliminando qualsiasi sintomatologia dolorosa ed evitando collassi successivi. Questa procedura consente una dimissione dall'ospedale il giorno successivo e può essere effettuata anche su soggetti anziani, in ragione della sua bassa aggressività. Se questa tecnica chirurgica ha portato un notevole miglioramento delle condizioni degli anziani con fratture sponanee da osteoporosi, non va dimenticato che tale condizione è una condizione di malattia, che deve essere prevenuta e curata con metodi farmacologici, che oggi hanno raggiunto risultati positivi, non ipotizzabili solamente alcuni anni or sono.